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Kubera
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Durante il mweaperiodo vedico questo essere mitologico dall'aspetto di un nano era considerato una figura demoniaca, e comandava tutte le creature che si celavano nel buiocite-ref-1[1], nell'mwfqmwfgAtharvaveda (uno dei quattro mwfwVeda), infatti, egli è il signore delle creature del buio e figlio del dio mwgaVaiśravaṇacite-ref-2[2]; nel mwhqmwhgŚatapatha Brāhmaṇa, invece, egli è descritto come il signore dei ladri e di tutti i criminali. Fu soltanto con l'introduzione dell'mwhwinduismo e con il suo consolidamento che Kubera divenne una divinità benevola, e addirittura uno degli otto guardiani del mondo.
Contents
• Note
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Iconografia
Nell'olimpo induista egli è raffigurato a cavallo del suo carro magico, mwkqPushpak, con il quale solca i cieli facendo piovere sui poveri oro ed altre ricchezze. Nelle raffigurazioni, Kubera ha 4 mani in cui tiene un mwkgmelograno, un sacco di mwkwdanaro, una mwlaclava e un recipiente d'mwlqacqua. Egli è spesso seduto su una base di mwlgloto, con al fianco il suo animale preferito, la mwlwmangusta, che sputa continuamente monete d'oro. Caratteristica peculiare di Kubera, è il magico carro, mwmaPushpak, fatto costruire per ordine di Brahma da Vishvakarman, per soccorrere questo dio goffo e obeso; questo carro è così immenso da poter contenere una intera città. Quando il suo fratellastro mwmqRāvaṇa cercò di rapire mwmgSītā, consorte di Rama, egli rubò il carro di Kubera e lo usò per la sua malefatta narrata nel celebre poema epico mwmwmwnaRāmāyaṇa.
Mitologia
Secondo la versione induista, quando mwnwBrahmā era intento a creare l'universo, gli cadde dal viso un granello di pietra, che si trasformò in un essere che elesse a custode dei tesori nascosti nel sottosuolo. Una seconda versione vuole che Kubera, ancora in veste di capo dei demoni, entrasse nel tempio di mwoaŚiva per derubarlo, quando la sua candela si spense, dopo numerosi tentativi di riaccenderla, ci riuscì, e lo stesso dio Siva, nel vedere tanta perseveranza lo premiò facendolo assurgere al rango di essere divino.
Secondo la storia visse per un certo tempo in un palazzo che mwogBrahmā fece costruire per i mwowdemoni, che questi ultimi avevano abbandonato. Tornati per riprenderne possesso, inviarono con l'inganno al padre di Kubera una vergine-demone, di nome Kaikesi, che lo sedusse e con il quale concepì i tre fratellastri di Kubera, mwpqRāvaṇa, Kumbhakarna e Vibhishana. È a causa di Ravana, divenuto invincibile grazie all'intervento di Brahma, a capo di un esercito di demoni, che Kubera viene infine sconfitto e cacciato da Lanka. Recatosi al cospetto di Brahma in persona, Kubera chiede una nuova dimora che il dio fece costruire apposta per lui ad opera dell'architetto degli dei mwqaVishvakarman, sul sacro monte di mwqqKailash, nella catena montuosa dell'mwqgHimalaya.
In qualità di tesoriere divino, Kubera è custode dei nove Nidhi, o tesori ineffabili che custodisce in una sontuosa città, Alakapuri, situata nel leggendario mwrgmonte Mandara, menzionato nei mwrwPurāṇa. Nel suo compito di custode dei tesori del mondo, Kubera è aiutato dai mitici mwsaKinnara, esseri celestiali di sesso maschile, e dalle loro corrispondenti femminili, le Kinnoris.
Note
cite-note-11. ↑ mwtwhttp://www.pantheon.org/articles/k/kubera.html mwuaArchiviatomwuq il 10 febbraio 2010 in mwugInternet Archivemwuw. Articolo su Encyclopedia Mythica
cite-note-22. ↑ George Mason Williams, mwwaHandbook of Hindu Mythology, p. 190.
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Kubera
Collegamenti esterni
• citerefsapere-itKuvera, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Kubera, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Kubera, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.